Esteri 29 Mar 2017 14:37 CEST

Brexit, consegnata la lettera: è iniziato l’addio

La Brexit è partita. L’ambasciatore britannico all’Ue Barrow, ha consegnato al presidente del Consiglio Europeo Tusk, la lettera firmata da Theresa May

Donald Tusk ha ricevuto la lettera di Theresa May per la Brexit, l’uscita del Regno Unito dalla Ue. L’ambasciatore britannico all’Ue, Tim Barrow, ha consegnato nelle mani del presidente del Consiglio Europeo la lettera di notifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che segna l’inizio dell’iter di divorzio del Regno Unito da Bruxelles a 44 anni dal suo ingresso nell’allora Comunità economica europea.

Nel suo discorso in Parlamento, dopo la consegna della lettera a Bruxelles, la premier britannica ha espresso fiducia nel futuro del Regno Unito. ” Per noi i giorni migliori devono ancora arrivare”, ha detto May.

La premier britannica ha affermato che se le condizioni poste dalla Ue per l’accesso al mercato unico, “non saranno compatibili con la volontà del popolo” il Regno Unito lo lascerà. Per May si tratta di “un momento storico senza un ritorno indietro possibile” e con l’Unione spera di avviare “un nuovo partenariato speciale e profondo”. “Riprenderemo il controllo delle nostre leggi”, ha quindi aggiunto. L’accordo finale con l’Unione Europea al termine dei due anni di negoziati che prendono il via oggi sarà votato dal Parlamento britannico “prima di essere approvato” ha ribadito la premier.

May ha poi rivolto un appello ai Comuni: “Ora che il processo è stato innescato è il momento di restare uniti. Scegliamo insieme di credere nella Gran Bretagna con ottimismo e speranza, insieme possiamo avere successo e costruire un Paese migliore, più forte e più equo, del quale i nostri figli e nipoti andranno orgogliosi”.

Quanto alla questione dell’immigrazione, il Regno Unito vuole continuare ad attrarre talenti da tutto il mondo, ma in futuro, ha rimarcato May, “l’immigrazione sarà gestita nell’interesse nazionale”. La premier ha specificato che vuole inoltre “mantenere l’area comune di viaggio con la Repubblica di Irlanda” e che “non si tornerà ai confini del passato”.

Il discorso della May è stato contestato dal capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell’Snp, Angus Robertson, dopo l’affermazione della premier Theresa May secondo cui l’uscita dall’Ue potrà rendere il Paese “più unito”. Dopo la Brexit “non siamo un regno unito” ha detto Robertson che ha insistito sulla richiesta di un referendum sull’indipendenza della Scozia, nel “rispetto del voto democratico” del parlamento di Edimburgo al riguardo e ha ricordato che il 23 giugno “2 nazioni del Regno hanno votato per la Brexit e 2 contro”.

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