Diritto 14 Mar 2017 12:34 CET

Polemica sulla soppressione delle Commissioni tributarie

La proposta della sesta commissione del Csm per abolire l’organismo che esiste da prima dell’Unità d’Italia. I giudici tributari protestano: «Così si appesantisce ancora di più la giustizia civile»

Sta facendo molto discutere la proposta della Sesta commissione del Consiglio superiore della magistratura, competente sull’ordinamento giudiziario, relatori i togati Ercole Aprile e Maria Rosaria San Giorgio, di formulare al Ministro della Giustizia Andrea Orlando un invito ad assumere iniziative legislative finalizzate alla soppressione delle Commissioni tributarie provinciali e regionali, affidando le liti fiscali a sezioni specializzate dei tribunali.

Le Commissioni tributarie ( provinciali e regionali) si occupano, come noto, dei ricorsi presentati dai contribuenti che ritengono infondate le richieste dell’Amministrazione finanziaria ( Uffici delle Entrate o del territorio del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e di altri Enti impositori ( Comuni o concessionari del servizio di riscossione).

Attualmente ogni Commissione tributaria si suddivide in più sezioni composte a loro volta da un presidente, un vice presidente e da non meno di 4 giudici. Le decisioni avvengono con un collegio di 3 giudici.

Il presidente è sempre un magistrato ( ordinario, amministrativo o contabile). Gli altri componenti possono essere, invece, funzionari del Ministero dell’Economia, notai, avvocati, dottori commercialisti che abbiano determinati requisiti.

La soppressione delle Commissioni tributarie, che esistono da prima dell’Unità d’Italia, e la conseguente attribuzione dell’intera materia ai giudici ordinari ( attualmente la materia tributaria è affidata ai giudici ordinari solo per il giudizio di legittimità in Cassazione), secondo l’Unione dei giudici tributari «produrrebbe il risultato di appesantire ancora di più la giustizia civile».

Di diverso avviso, come detto, il Csm secondo cui affidare la materia tributaria esclusivamente ai magistrati ordinari garantirebbe invece «uniformità ordinamentale» che andrebbe, comunque, collegata ad un «reclutamento di 750 nuovi magistrati ordinari da destinare a questo settore per non gravare su quello civile». Oltre a ciò, sempre secondo la proposta, dovrebbe essere prevista la creazione di una task force, composta anche da magistrati in pensione, per lo smaltimento dell’arretrato in Cassazione, vero punto dolente del contenzioso tributario, come evidenziato nel discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario dal Primo Presidente Giovanni Canzio. Mentre Area ed Unicost sono favorevoli all’abrogazione delle Commissioni tributarie, Magistratura Indipendente è fermamente contraria ed è intenzionata a dare battaglia.

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