Esteri 14 Mar 2017 17:31 CET

Fillon nella bufera: indagato per appropriazione indebita

Il candidato repubblicano alle presidenziali convocato dai giudici con 24 ore d’anticipo per gli impieghi fittizi dati a moglie e figli. Lo scandalo “Penelopegate” fa allontanare l’Eliseo sempre di più

Il sogno dell’Eliseo si allontana sempre di più,  diradato dai guai con la giustizia, e dall’ombra del sospetto di malaffare che a poche settimane dal voto si sta rivelando fatale per il povero François Fillon, ormai lontanissimo nei sondaggi dalla frontista Marine Le Pen e dal post-socialista Emmanuel Macron. Anche la maldestria e la goffagine con cui si sta difendendo sta facendo il suo.

Il candidato repubblicano è stato indagato formalmente per appropriazione indebita di fondi pubblici in merito alla vicenda dei lavori fittizi assegnati alla moglie Penelope. Lo ha riferito il suo avvocato, secondo quanto riporta la stampa francese. Fillon ha sempre negato di aver commesso illeciti, ma ha anche affermato in precedenza che avrebbe ritirato la sua candidatura nel caso fosse stato indagato ufficialmente.

Fillon era stato convocato per domani mattina, ma alla fine è stato ascoltato  dai giudici in totale discrezione con 24 ore di anticipo. Secondo quanto dichiarato da uno dei suoi avvocati Antonin Levy “l’audizione è stata anticipata perché si potesse svolgere in condizioni di serenità”.  Alla fine dell’interrogatorio, il candidato della destra per l’Eliseo è stato indagato, come riporta una fonte giudiziaria al sito dell’Express, confermando un’informazione del settimanale le Canard Enchaîné che lo aveva anticipato via Twitter.

Fillon è indagato per “appropriazione indebita di fondi pubblici, abuso di beni sociali, complicità e occultamento di questi reati, e violazione degli obblighi di comunicazione all’Alta autorità in materia di trasparenza nella vita pubblica”. Soltanto l’accusa di “traffico di influenza” non è stata mantenuta..

Ma l’inchiesta Penelope gate appare ancora più complessa di quanto emerso fin qui. Il quotidiano Le Parisien sostiene infatti che dagli impieghi fittizi dati alla moglie e ai due figli Fillonavrebbe ricevuto una cospicua parte del denaro guadagnato da questi ultimi. Marie e Charlese Fillon hanno fatto bonifici sul conto dei genitori nel periodo in cui furono impiegati dal padre; e gli inquirenti, che li hanno interrogati nei giorni scorsi, si stanno interrogando sulla natura di questi trasferimenti.

Dei 46mila euro netti incassati da Marie Fillon come assistente parlamentare del padre al Senato, circa 33mila sono rientrati nel conto dei genitori: l 70% della sua remunerazione, versata sul conto tra l’ottobre del 2005 e la fine del 2006. È stata lei stessa rivelare l’esistenza dei bonifici quando interrogata dai magistrati, il 9 febbraio scorso.

Per giustificare i versamenti, Marie Fillon, ha chiamato in causa le spese sostenute dal padre per il suo matrimonio, il 26 agosto 2006, nel palazzetto familiare di Beaucè. Marie Fillon ha voluto consegnare agli inquirenti le prove del fatto che il suo impiego non fosse fittizio, ovvero un’agenda dell’epoca con gli appuntamenti e il badge di accesso alla biblioteca del Senato, dove -ha detto- conduceva una ricerca per un libro che il leader della destra pubblicò più tardi.

Il suo avvocato, Kiril Bougartchev, ha spiegato che Marie volle rimborsare le spese del matrimonio (di cui Fillon ha ritrovato le fatture: banchetto, musica, tendone, abito da sposa, catering….) per dar prova di indipendenza e comunque perchè non ci fossero disparità con i suoi fratelli. Anche Charlese Fillon, che sostituì la sorella come assistente del padre senatore, tra gennaio e giugno 2007, girò al padre quasi il 30% del suo stipendio; e lui ha spiegato che, considerato che il padre gli pagava una parte dell’affitto e delle spese, era normale che gli restituisse il denaro.

Questi trasferimenti di denaro sono destinati a complicare ancora di più la posizione di Fillon, che domani sarà ascoltato dai giudici istruttori e probabilmente sarà indagato per malversazione; e se ciò accadesse sarebbe il colpo definitivo alle sue residue speranze di superare il primo turno del voto per le presidenziali francesi, il 23 aprile.

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