Scienze 7 Mar 2017 16:38 CET

E il computer cala il poker d’assi

Per la prima volta un’intelligenza artificiale sbaraglia 10 campioni su 11. Ognuno di loro ha giocato 3mila mani di Texas Hold’em contro la super-macchina Deep Stack.

Martin Sturc, presidente dell’Austrian Pokersport Association, è rimasto sorpreso quando dall’altro lato del tavolo il computer ha rilanciato un’offerta nonostante le carte scoperte fossero piuttosto basse. “Quando ho capito che stava adattando il proprio gioco al mio, ho capito che dovevo fare altrettanto. Deep Stack (questo il nome dell’intelligenza artificiale) possiede un gioco anticonvenzionale, ma molto solido” dichiara Sturc. 

Per la prima volta un’intelligenza artificiale ha sbaragliato 10 campioni di poker su 11 dell’International Federation of Poker. Ognuno di essi ha giocato 3mila mani alla versione di Poker chiamata Texas – Hold’em contro Deep Stack. 

L’ultima partita, proprio con Martin Sturc, è stata più combattuta del previsto e alla fine Deep Stack ha vinto, ma con un margine troppo basso per essere considerato il vincitore. “Ci si sente bene pensando che io possa essere almeno allo stesso livello di questa nuova intelligenza artificiale”  ha scherzato Martin Sturc dopo la sconfitta di misura. 

Il team di scienziati che ha creato Deep Stack afferma che il nuovo programma è capace di “intuire” e improvvisare decisioni anche non avendo sufficienti dati a sua disposizione. Michael Bowling, professore alla University of Alberta e nel team dei creatori, traccia un solco con le precedenti intelligenze artificiali come Deep Blue o Alpha Go. Nel caso di Deep Blue per esempio, IA testata nel gioco degli scacchi, il computer possiede tutte le informazioni “davanti agli occhi”, sulla scacchiera. <<Non esistono, in questo caso, informazioni che solo l’altro giocatore possiede e che tu non puoi conoscere>> spiega Bowling. Nel Texas Hold’em invece non si possono vedere le carte degli altri giocatori e questo, sottolinea Bowling sorridendo, “riflette le decisioni che dobbiamo prendere nella vita di tutti i giorni, che spesso si basano su informazioni parziali e incomplete. È quasi impossibile che nella vita diciamo: Dai adesso ho tutte le coordinate che mi servono per prendere una decisione!”. 

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Il Texas Hold’em ha la particolarità di non avere limiti nelle puntate, questo aumenta astronomicamente il numero di decisioni (e giocate), che i giocatori possono prendere. Quando esiste un limite alle puntate, le possibili giocate o scelte sono di 1 punto 14 zeri. Ma quando il tetto limite viene tolto come nel Texas Hold’em, il numero di decisioni è di 1 punto 160 zeri.  Calcolare tutte le possibili opzioni di gioco è impossibile per qualsiasi programma, soprattutto se consideriamo che il numero di atomi nell’universo che osserviamo è di 1 punto 80 zeri.

“Deep Stack è diverso dalle buon vecchie IA” dice Vlad Firoiu, creatore dell’IA che recentemente ha sbaragliato tutti i campioni di Super Mario Bros Melee. Invece di calcolare le possibilità reali, che sono più numerose degli atomi nell’universo osservabile, Deep Stack procede attraverso un nuovo algoritmo chiamato “deep learning”. Più esempi vengono dati al computer, più il computer è in grado di confrontarsi con situazioni a lui sconosciute.

“Ciò che abbiamo realizzato con Deep Stack è simile a come funziona il cervello umano… attraverso l’esperienza” si compiace Bowling. Quando allora Deep Stack si trova di fronte a una giocata che non conosce, non cerca la risposta in modo razionale, selezionandola all’interno dell’infinita rete neurale che possiede, ma improvvisa una giocata in base a ciò che ha imparato, comprendendo l’anomalia che ha di fronte. 

L’aspirazione dei creatori di Deep Stack adesso è quella di utilizzare la sua capacità di intuizione in campi più utili del poker, per esempio la medicina. Bowling e colleghi stanno sviluppando un algoritmo che permetta di migliorare le cure per i diabetici. “Ma siamo a chilometri di distanza dal poter confrontarci con persone reali, nella vita reale” spiega Michael Bowling, “Il poker è un gioco a somma zero (ossia che la perdita di un giocatore è perfettamente bilanciata dal guadagno di un altro), ma la vita reale no, e le decisioni mediche implicano un’infinità di variabili”. 

Chissà quanto dovremo aspettare per leggere una poesia scritta da un’intelligenza artificiale? Nel frattempo però, Deep Stack ha fatto passi da gigante ed è riuscito in quello che nel 2015 non era riuscito all’IA chiamata Claudico, che perse contro un team di giocatori di poker alla stessa versione di Texas Hold’em. Povero Claudico, si sarà sentito un ammasso di ferraglia inutile?