Americhe 26 Feb 2017 16:49 CET

La lottatrice trans che sfida il trumpismo

Mack Beggs, 17 anni e campionessa universitaria di wrestling, cambierà sesso per affrontare gli uomini. Ma la legge del Texas non glielo permette

Troppo forte per le sue concorrenti, ma costretta a non cambiare categoria. È la storia di Mack Beggs, una diciassettenne della periferia di Dallas che sta per cambiare sesso. Mack è una wrestler e in Texas sta partecipando ai campionati scolastici di lotta libera. Nel suo palmares vanta 55 incontri vinti e 0 persi. Ieri Mack ha vinto la finale del campionato texano dei pesi medi battendo 12 a 2 Chelsea Sanchez: “Non sarei qua oggi senza l’apporto dei miei compagni di squadra” ha detto Mack. La vittoria del torneo è giunta infatti alla fine di un percorso molto difficile, e non solo dal lato sportivo. Da un anno Mack sta assumendo ormoni per il cambio di sesso e alcune famiglie delle studentesse che ha affrontato e sconfitto si sono lamentate: “Mack è chiaramente avvantaggiata” sostengono. Ma il regolamento del torneo interscolastico ammette l’uso di steroidi “se prescritti dal dottore per un valido scopo medico”. Questo non è bastato ai genitori di una wrestler di una scuola di Dallas che avrebbe dovuto affrontarla nella finale locale. La ragazza ha dato forfait e la famiglia ha addirittura assunto un avvocato per provare che poiché Mack assume testosteroni potrebbe essere <pericolosa> per le altre sportive. “Oggi non si è parlato di sport, ma di pregiudizi, odio e ignoranza” aveva commentato la nonna e manager di Mack. La solidarietà delle compagne di squadra e di altre lottatrice ha permesso alla ragazza di continuare il suo percorso, fino alla vittoria finale.

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La storia di Mack è emblematica nell’America del presidente Trump che cancella la possibilità data da Obama agli studenti transgender di scegliere il bagno in base al sesso attuale. Mack vorrebbe effettivamente gareggiare con gli uomini, ma non può farlo perché il regolamento sportivo del Texas obbliga gli sportivi a gareggiare secondo il genere che hanno alla nascita e non quello che eventualmente scelgono di essere. Una particolarità tutta texana, decisa dal 95% dei commissari locali che l’anno scorso hanno approvato un apposito emendamento della Lega Interscolastica delle università americane. Al tempo i critici dissero che era “una politica orribile che produrrà solo discriminazioni e odio” e così è andata. Secondo l’associazione degli sportivi transgender il Texas è uno dei sette Stati americani che hanno politiche di genere discriminatorie. Adesso la storia di Mack Beggs sta riaccendendo il dibattito. “Noi vorremmo gareggiare con gli uomini, ma non ce lo permettono” ha detto la nonna della ragazza. Certo, il clima che la nuova presidenza ha creato intorno al rispetto dei diritti non sarà di grande aiuto per la sfida di Mack.

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