Americhe 11 Feb 2017 16:46 CET

Ma i russi ricattano la Casa Bianca?

La Cnn conferma le prove dell’interferenza di Mosca a favore del presidente. E il Cremlino pensa di consegnare la “talpa” Snowden alla Casa Bianca

Non è affatto concluso l’affaire dello spionaggio russo a danno del presidente americano Donald Trump. Le 35 pagine redatte da Christopher Steele, ex spia del MI6 britannico sparito un secondo dopo che BuzzFeed e la CNN lo resero pubblico nove giorni prima dell’insediamento di Trump, sono tornate d’attualità. È sempre la CNN a riportare che l’intelligence americana non ha lasciato perdere quello che al tempo fu definito un <lavoro impossibile da comprovare>. Secondo diversi fonti dalla polizia e dell’intelligence che hanno parlato con la CNN, gli investigatori americani avrebbero trovato riscontri sul contenuto, il luogo e la data di alcuni incontri e conversazioni fra funzionari e spie russe contenuti nel dossier. Non è stato reso noto di quali dialoghi si tratti, ma le intercettazioni di Steele parlavano di <brindisi> e di <grande felicità> degli storici nemici russi per la vittoria di Trump alle elezioni. La teoria di quell’indagine voleva Trump come il candidato favorito dal Cremlino, sia per vicinanza ideologica sia perché ricattabile. Steele era risalito a presunte tangenti incassate da Trump nell’ambito dei suoi affari con gli oligarchi e il governo russo, nonché ad alcuni filmati a luce rosse girati negli alberghi di Mosca e San Pietroburgo dove Trump si sarebbe intrattenuto con alcune prostitute. La Casa Bianca ha sempre ritenuto il dossier <spazzatura> e anche ieri il portavoce Sean Spicer ha ribadito di essere <disgustato dalle false notizie diffuse dalla CNN>.

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Il dossier fu finanziato da alcuni avversari di Trump all’interno del suo stesso partito repubblicano. I committenti si rivolsero a Steele che, dopo essersi messo in proprio, si è guadagnato una certa fama scoperchiando il giro di tangenti e corruzione nel calcio mondiale che ha portato alla caduta di Blatter e Platini. Non proprio l’ultimo arrivato, insomma. Però nessuna delle accuse a sfondo sessuale o finanziario contro Trump è stata verificata. Né si sa chi sono i funzionari intercettati, anche se le stesse fonti ritengono che alcuni di loro siano <pesantemente coinvolti> nel furto di informazioni dall’account mail di Hillary Clinton. Ma sembra evidente che il lavoro di Steele potrebbe essere un documento importante per verificare se il Cremlino abbia o meno interferito nelle elezioni americane e se il presidente Trump sia o no ricattabile.

Chissà se in questo quadro rientrerà anche Edward Snowden, l’analista che nel 2013 rivelò il programma di spionaggio mondiale dell’americana NSA (National Security Agency) e che da allora vive sotto asilo politico temporaneo in Russia. Solo pochi giorni fa il governo russo aveva accettato la proroga dell’asilo per altri due anni, ma oggi si sono intensificate le voci di un’imminente consegna di Snowden agli Stati Uniti. Secondo la NBC sarebbe un regalo di Putin a Trump per <ingraziarselo>. Mosca nega e dal suo account Twitter Snowden scherza: <Finalmente! Sarebbe la prova definitiva che non lavoro per la Russia>, ma di questi tempi trovare prove definitive è veramente molto complicato.

 

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