Lavoro 9 Feb 2017 11:28 CET

Rur: nel 2017 mercato immobiliare più dinamico, tra 5 e 8% in più

Compravendite in espansione

Roma, 9 feb. (Labitalia) – Dal punto di vista immobiliare, il 2017 potrebbe essere un anno ‘energico’, con idee e comportamenti nuovi, con un maggiore dinamismo del mercato immobiliare. A elaborare le previsioni per il settore in collaborazione con Yard è la Rur, associazione per le città italiana Rur (Rete urbana delle rappresentanze), think thank indipendente specializzato nelle tematiche dell’economia urbana. Il Rapporto Rur è stato presentato oggi, a Milano, dal segretario generale, Giuseppe Roma, e dal Ceo di Yard, Gianfranco Navone.
La Rur per il comparto residenziale stima in 520mila le compravendite per il 2016, con un’ulteriore espansione per il 2017 compresa fra il 5 e l’8%. Il 2017 è l’ultimo anno in cui si manifesterà un andamento ‘strabico’ del mercato, con un ulteriore aumento dei volumi e una leggera riduzione dei prezzi medi stimata fra l’1 e il 2,5%.
Dal 2018 fino al 2020 è, poi, prevedibile che si potrà registrare una crescita sia dei valori di mercato che degli acquisti. L’aumento dei prezzi porterà a variazioni positive, ma decrescenti, nelle compravendite residenziali fino al 2020, quando il livello raggiunto dalle quotazioni potrebbe comportare una tendenziale riduzione degli scambi.
“Queste previsioni tengono conto dell’andamento ciclico dell’economia immobiliare, indicano un quadro di evoluzione tendenziale, comunque condizionato dai concreti comportamenti dei soggetti pubblici e privati coinvolti, al netto di eventuali shock esogeni”, spiega una nota Rur.
L’andamento al ribasso dei prezzi è fortemente condizionato dalla bassa qualità del patrimonio abitativo che viene offerto sul mercato. Il panel di 133 professionals e top player, sondati dalla Rur a cavallo dell’inizio dell’anno, ha confermato le tendenze generali e specificato i differenziali esistenti. Per il ‘residenziale usato’ il 16% prevede prezzi in aumento già nel 2017, il 48% stabilità, e il 36% diminuzione. Per il ‘residenziale nuovo’ il 12% prevede aumento, il 67% stabilità, il 21% diminuzione.
A crescere di più saranno soprattutto le abitazioni in area centrale (prezzi in aumento per il 31% degli intervistati nel 2017 quota che sale al 44% nel 2019). Dopo la grande espansione ultra periferica, la domanda potenziale (stimata in circa 950mila famiglie nel 2016) cerca di rientrare nei quartieri urbani.
La localizzazione resta anche quest’anno al primo posto come fattore incidente sulla definizione del prezzo di un’abitazione, con un particolare accento -maggiore dello scorso anno- sul contesto ambientale e sulla sicurezza. Subito dopo restano centrali fattori come la qualità tecnologica dell’immobile, i consumi energetici, i costi di manutenzione e gestione.
Il mercato per l’impresa segue lo stanco andamento dell’economia e anche il segmento corporate non brilla. Fatte 100 le compravendite del 2008 si è scesi nel 2016 a 53 per gli uffici (era 48 nel 2013), 65 per il commerciale (era 55 nel 2013) e per l’industriale (era 61 nel 2013). Quindi un leggero miglioramento. Tuttavia, Rur prevede che questi settori potranno rifiorire non prima del 2019.
“Probabilmente anche in Italia si dovranno ripensare, come a livello internazionale, le opportunità d’investimento superando la triade direzionale-commerciale-uffici. I settori che richiedono maggiore spazio saranno sempre più quelli rispondenti ai nuovi bisogni e stili di vita, come sanità, farmaceutica, istruzione, logistica per l’e-commerce, data center, e tutta la filiera turistico culturale comprensiva di food e agroalimentare”, conclude Rur.