Editoriali 6 Nov 2016 22:58 CET

Erdogan dice qualcosa anche a noi

L’editoriale del Direttore sulla Turchia (e sull’Italia)

La retata di parlamentari curdi, in Turchia, parla anche a noi. La Turchia è una grande potenza, candidata a far parte dell'Unione europea; il Parlamento è democraticamente eletto, col voto popolare, e così il governo. Qualche mese fa, in Turchia, fu ridotta l'immunità parlamentare e in questo modo è stata resa possibile la retata di parlamentari filo-curdi che è stata eseguita venerdì dalla polizia. La possibilità che i parlamentari siano arrestati, senza una procedura politica di garanzia, è l'atto antidemocratico per eccellenza.Successe nell'America latina degli anni settanta, successe in Grecia nel 1967, e prima ancora era successo in Italia all'epoca del fascismo. Da oggi possiamo dire tranquillamente che in Turchia la democrazia ha subito una svolta autoritaria che ne ha sfregiato l'aspetto e la sostanza.Si dice: la Turchia è lontana, la Turchia non ha le nostre tradizioni democratiche né il livello del nostro dibattito. Da noi questo rischio non c'è.Può darsi. Eppure a me è capitato in queste ultime settimane di ascoltare in varie trasmissioni televisive molti giornalisti e leader politici indignarsi perché nel nuovo Senato esisterà l'immunità parlamentare, e questo limiterà le possibilità di indagine della magistratura, e ho sentito illustri commentatori chiedere al governo di cancellare l'immunità parlamentare al Senato e anche alla Camera.La stragrande maggioranza dei cittadini italiani, e anche dei giornalisti e di molti opinionisti, è convinta che in Italia esista una "immunità" che impedisce ai magistrati di indagare sui parlamentari. In realtà sarebbe logico se fosse così, visto che la Costituzione prevede l'indipendenza dei tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) e in effetti i cosiddetti "Padri Costituenti" – oggi molto celebrati ma molto poco conosciuti – avevano previsto questa elementare misura democratica. Ma nel 1993 fu spazzata via da un voto unanime della Camera, sollecitato dalla Procura di Milano, al quale si opposero soltanto il nostro collaboratore, allora deputato, Giuseppe Gargani a altri tre parlamentari. L'immunità parlamentare, in Italia, non esiste più da 23 anni. E' restata solo la misura elementare di protezione della democrazia che consiste nell'impossibilità di arrestare un parlamentare senza l'autorizzazione della Camera di appartenenza. Cioè esattamente quella misura che esisteva anche in Turchia, finché Erdogan non l'ha fatta cancellare dando vita a un processo di estinzione della democrazia. E' questa misura che gran parte degli opinion leader, che dominano nelle nostre Tv e nei giornali, vorrebbero – come Erdogan – cancellare.E' solo a futura memoria che dico questo. Non sono sicuro che Erdogan sia così lontano. Se qualcuno, magari anche da dentro la magistratura, volesse segnalare questo pericolo, vivrei più tranquillo. Ma temo che non succederà.