Sport 13 Aug 2016 15:56 CEST

Il calcio inglese parla italiano. Almeno in panchina

In Premier League sono quattro i nostri allenatori impegnati. A sfidare il City di Guardiola e lo United di Mourinho ci sono Conte al Chelsea, Ranieri con il Leicester (già ko all’esordio), Guidolin allo Swansea e Mazzarri al Watford

Mai come quest'anno gli appassionati di calcio guarderanno all'estero per cercare nuove emozioni. Il campionato di serie A, con la Juventus sempre più forte, pressoché imbattibile vista la sontuosa campagna acquisti estiva che ha reso il divario con le altre davvero ampio, rischia di diventare un po' come altri grandi campionati europei, vedi Bundesliga e Ligue1, con una squadra destinata a essere la lepre da inseguire, spesso vanamente. E dire che quello della serie A italiana una volta era considerato il campionato più bello del mondo. Adesso questo titolo spetta, senza ombra di dubbio, alla Premier League inglese. Nella passata stagione i pronostici della vigilia sono stati spazzati via da una squadra come il Leicester, capace di mettere in fila tutte le grandi e di vincere un titolo destinato a rimanere nella storia. E dire che le Foxes erano l'undici maggiormente indiziato alla retrocessione. La formazione guidata da Claudio Ranieri difficilmente quest'anno riuscirà a ripetersi, anche perché nel frattempo le big della Premier League non sono state a guardare. L'esordio con sconfitta, per 2-1, contro l'Hull City, sembra già indicativo. Chelsea, United e City, team dietro i quali ci sono portafogli di grandi paperoni, hanno deciso di ripartire dalle basi, scegliendo dei nuovi tecnici. E che tecnici! C'è tutto il gotha della panchina mondiale. Pep Guardiola, allenatore che nella sua breve carriera ha di fatto già vinto tutto, dovrà fare il possibile e l'impossibile per rendere felici gli sceicchi del Manchester City, che dopo aver investito milioni e milioni in questo club adesso vogliono vincere e divertire. Lo spagnolo, che con il Bayern ha dominato in Germania ma non ha vinto la tanto sospirata Champions, sarà l'uomo giusto? Che Manchester voglia tornare ad essere la top city del calcio inglese lo conferma anche la scelta dello United. Dopo l'addio di Sir Alex Ferguson nessuno è più riuscito a rendere felici i tifosi dei Red Devils. Ecco spiegato il perché dell'investimento fatto in previsione della stagione che sta per cominciare: Josè Mourinho in panchina e campionissimi come Zlatan Ibrahimovic (altro leader carismatico) e l'ormai ex juventino Paul Pogba al centro dell'attacco. Per l'allenatore portoghese una nuova sfida in Premier dopo l'esonero al Chelsea nella passata stagione. Non hanno invece cambiato guida tecnica il Liverpool e l'Arsenal, quest'ultimo ancora una volta (l'ultima?) affidato ad Arsene Wenger, che guida i Gunners addirittura dal 1996. Un record di longevità. I Reds invece proseguono nel loro progetto con Jurgen Klopp, ex allenatore che ha fatto faville con il Borussia Dortmund ma che in Inghilterra ancora non ha trovato la giusta continuità per duellare con i migliori. In Italia si seguiranno con grande attenzione le partite del Chelsea. Roman Abramovich si è affidato ad Antonio Conte e al suo staff per riportare i Blues in cima alla classifica. L'ex ct della Nazionale, reduce da un Europeo positivo con gli azzurri, non ha potuto dire di no a quest'offerta. Il richiamo del campo, dello spogliatoio vissuto giornalmente, dello "stress" di un torneo lungo e logorante, ma appassionante, hanno prevalso su tutto. È una sfida complicata quella accettata da Conte, ma proprio per questo molto stimolante. Magari si farà dare qualche consiglio da Claudio Ranieri, allenatore campione in carica. Lo davano per bollito, poco più di un anno fa. Poi ha cambiato la storia, portando al trionfo una squadra senza stelle (apparenti) di prima grandezza, valorizzando elementi come Vardy, Mahrez, Kantè e Drinkwater. Il prezzo del loro cartellino è lievitato in maniera esponenziale e non tutti hanno dato prova di fedeltà alla maglia. Poco male, Ranieri sa benissimo che vincere di nuovo la Premier League sarà quasi impossibile, ci si dovrà accontentare di posizionarsi nella parte sinistra della graduatoria, strizzando l'occhio ad una Champions League che sarà in ogni caso una grande vetrina per questo club.La bravura degli allenatori italiani, forse i più preparati al mondo, in Inghilterra non è passata inosservata. Per questo motivo lo Swansea non ha avuto molti dubbi nel confermare alla sua guida Francesco Guidolin, che lo scorso anno ha preso i gallesi a stagione in corso conducendoli ad una tranquilla salvezza. L'ex Udinese, uomo navigato, avrà adesso l'opportunità di progettare dall'inizio la sua squadra. Chissà che non possa togliersi qualche soddisfazione. Stesso obiettivo per Walter Mazzarri, che dopo l'esperienza non molto positiva con l'Inter si è rimesso in gioco dopo un anno sabbatico accettando le avances del Watford, società tra l'altro già di per sé tricolore, considerando che è di proprietà della famiglia Pozzo. Detto del Leicester, si inizia con le seguenti partite: Bournemouth-Manchester United, Arsenal-Liverpool, Burnley-Swansea, Chelsea-West Ham, Crystal Palace-West Bromwich, Everton-Tottenham, Manchester City-Sunderland, Middlesbrough-Stoke City e Southampton-Watford. Sarà una Premier da vivere intensamente fino alla fine, una Premier all'italiana. E se tante squadre inglesi hanno scelto di affidarsi alla saggezza e alla preparazione dei nostri allenatori, un motivo ci sarà. O no? Riflettiamoci su.