Sport 11 Aug 2016 15:10 CEST

Oggi tocca al golf, dopo appena un secolo

L’ultima volta si giocò alle Olimpiadi di Saint Louis nel 1904. Dopo il forfait di Francesco Molinari gli azzurri si affidano a Matteo Monassero e Nino Bertasio mentre la pattuglia femminile è composta da Giulia Molinaro e Giulia Sergas

Charles Edwards Sands, Margaret Ives Abbott e George Lyon. Questi nomi potrebbero non dirvi nulla: non preoccupatevi, è assolutamente normale, perché parliamo delle uniche persone capaci di vincere nel golf alle Olimpiadi. Per loro però non ci sono stati premi milionari, e non hanno avuto nemmeno la possibilità di testimonial di qualche azienda. Dai loro "trionfi" a cinque cerchi, infatti, sono passati più di cento anni. In mezzo, un mondo totalmente trasformato e capovolto, non certo soltanto per via delle due guerre. Riuscire con una mazza a infilare la pallina in una buca, dopo il 1904, non fu ritenuto meritevole di essere inserito nel programma olimpico. Fu proprio in quell'anno, alle Olimpiadi che si tennero a Saint Louis, che il golf fu per l'ultima volta protagonista nella storica competizione. Peccato solo che l'esordio fosse datato soltanto quattro anni prima, quando a Parigi Charles Edwards Sands e Margaret Ives Abbott, entrambi americani, furono capaci di aggiudicarsi la medaglia d'oro. Anzi, no, visto che in quella edizione i vincitori furono premiati con oggetti di valore al posto di quella medaglia che ancora oggi, invece, è il simbolo del trionfo. A Saint Louis, invece, non ci fu spazio per le donne. Sui green americani si impose il quasi cinquantenne canadese George Lyon che – si narra, viaggiò poi alla volta di Londra nel 1908 per difendere il suo titolo ma, una volta arrivato in Inghilterra, vide cancellata la sua prova. Immaginate la delusione e la rabbia dell'atleta: del resto viaggiare da un continente all'altro all'epoca non era certo semplice come oggi. Pare gli fu anche offerta una medaglia d'oro simbolica, ma lui non ne volle affatto sapere di accettarla come gesto riparatorio.Poi il vuoto, il Novecento saltato a piè pari, anche in virtù di una norma del Cio datata 1921. In parole povere, per poter essere presente nel programma di una Olimpiade, si decise che uno sport dovesse essere disputato in almeno quaranta paesi, con un organismo unico a capo. Impossibile, a quei tempi, per cui gli appassionati di questo sport di precisione, allora molto popolare soprattutto in Inghilterra e in America, dovettero rassegnarsi a disputare tornei sicuramente meno prestigiosi. Per tornare alle Olimpiadi il golf ci ha messo tantissimo, nonostante i molti tentativi fatti nel corso degli anni. Poi, nel 2009, l'attesa svolta, con la decisione del Cio, a Copenaghen, di riammetterlo nel programma olimpico per l'edizione che si sta svolgendo in Brasile.Il percorso che i golfisti affronteranno a Rio de Janeiro è stato disegnato dall'architetto americano Gil Hanse su una superficie di circa 97 ettari e prevede un par 71 in 18 buche. Lo scenario, vista la bellezza della metropoli brasiliana, è senz'altro da brividi. Gli esperti indicano il campo di gioco come molto tecnico, non ci sono alberi ma tanti insidiosi bunker. Del resto siamo alle Olimpiadi e l'asticella della difficoltà va innalzata, senza dubbio. Chi vorrà portarsi a casa la medaglia d'oro non dovrà sbagliare praticamente nulla. Un progetto, quello brasiliano, che va oltre questo appuntamento: i 25 milioni di dollari spesi (con investimenti privati) per questo campo serviranno anche per fare in modo che i cittadini carioca, ma non solo, possano andare alla scoperta di questo sport, oltre che incentivare un turismo che ha confini inesplorati da scoprire e che potrebbe dunque garantire degli importanti ritorni economici in futuro.Guai infatti a pensare che il golf sia una disciplina soltanto per benestanti. Oggi non c'è bisogno di un conto in banca milionario per iniziare a praticarlo. E guai anche a dire che è noioso: occorrono nervi saldi, grande concentrazione e anche una buona preparazione fisica per essere competitivi a buoni livelli.Il golfista di punta dell'Italia, vale a dire Francesco Molinari, purtroppo ha dato forfait. La sua assenza, dovuta a motivi prettamente familiari, si farà sicuramente sentire, ma la nazionale azzurra al suo posto schiererà un altro talento come Matteo Manassero, giocatore dal buon curriculum che sarà senz'altro ben felice di rappresentare il movimento golfistico italiano. Il veneto – che può vantarsi di essere il più giovane vincitore dello European Tour – avrà dunque l'opportunità di partecipare a Rio 2016 insieme al collega Nino Bertasio, con la speranza di riuscire a portare a casa risultati importanti in campo maschile. Lo stesso obiettivo che hanno Giulia Molinaro (italiana cresciuta in Kenya, uno degli astri nascenti di questo sport; nella foto in alto) e Giulia Sergas in campo femminile, che – comunque vada – il loro sogno l'hanno già realizzato: rappresentare l'Italia alle Olimpiadi. La strada verso il podio sembra essere lunga e in salita, ma è proprio in competizioni come queste che ogni pronostico può essere facilmente stravolto. Charles Edwards Sands, Margaret Ives Abbott e George Lyon stanno ancora aspettando i loro successori nell'albo d'oro, e lo stanno facendo ormai da più di cento anni. Troppi, vero?