Sport 9 Aug 2016 14:50 CEST

Tania, la regina dei tuffi che spera nel congedo dorato

Dopo l’argento in coppia con Dallapè, l’atleta delle Fiamme Gialle punta all’individuale. La Cagnotto vuole chiudere in bellezza la sua quinta Olimpiade a arrivare da plurimedagliata al matrimonio

Una medaglia, il matrimonio e poi? chissà. Il 2016 sarà un anno da ricordare per Tania Cagnotto, la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi, appellativo più che meritato per i tanti trionfi che affollano il suo palmarès. Da Rio de Janeiro all'isola d'Elba, tutto in poco più di un mese: i sogni dell'atleta bolzanina attraversano il mondo, fluttuano nell'aria come in un triplo carpiato. Ma se il sì all'amato Stefano non è in discussione (la coppia si sposerà il prossimo 24 settembre), non era ovviamente altrettanto certa la conquista della medaglia olimpica. Per poterla avere al collo Tania – in coppia con l'amica Francesca Dellapè – ha sudato e combattuto contro avversarie forti. Anzi, fortissime. Ma ce l'ha fatta. A Rio de Janeiro il curriculum di questa straordinaria atleta di 31 anni si è finalmente impreziosito con l'unico risultato mancante, una medaglia olimpica, l'argento conquistato nel sincro da tre metri. Un traguardo incredibile, che si aggiunge ai 34 ori, 14 argenti e 12 bronzi conquistati finora in carriera. Numeri da capogiro.Tania Cagnotto ha il dna della tuffatrice, visto che papà Giorgio (che è anche il suo allenatore) e mamma Carmen sono stati degli ottimi interpreti di questo sport negli anni Settanta. Ma non solo. Tuffo dopo tuffo ha affinato coordinazione, tecnica e esplosività, diventando semplicemente la più forte in ambito europeo. Da sola, sì, ma anche in coppia con la collega Francesca Dellapè. Per capire quanto sia forte l'affiatamento tra queste due ragazze, basta dare proprio uno sguardo all'albo d'oro degli Europei di tuffi, categoria sincro da 3 metri. Torino 2009, Budapest 2010, Torino 2011, Eindhoven 2012, Rostock 2013, Berlino 2014, Rostock 2015, Londra 2016: sono ben otto gli ori consecutivi conquistati da Cagnotto e Dellapè, a testimonianza del fatto che l'intesa ha raggiunto il livello di perfezione massima. Lo abbiamo visto anche a Rio. Una intesa dal trampolino ma pure nella vita comune, anche perché Francesca Dellapè non ha mai sofferto troppo il ruolo di partner della più famosa compagna di sfide, che dal canto suo nel corso della sua straordinaria carriera non si è mai atteggiata da primadonna, pur avendo avuto addirittura una copertina dedicatale da "Playboy" nel 2013. Ed è proprio in coppia con Francesca, tra l'altro sua futura testimone di nozze, che ha conquistato la sua prima medaglia olimpica. Non poteva insomma sognare di meglio.L'umiltà, la tenacia e il lavoro quotidiano, prima di tutto: sono queste le sue armi in più, unite ovviamente alla voglia di migliorarsi sempre, di non cullarsi sugli allori. E se vincere aiuta a vincere, allora Tania Cagnotto può davvero ben sperare in questo 2016, che per lei è già stato sin qui straordinario e foriero di esaltanti soddisfazioni. A parte l'ultimo grande risultato conquistato domenica sera in Brasile, non bisogna dimenticare che nell'ultima edizione degli Europei, che si è tenuta a Londra soltanto qualche mese fa, la bolzanina non ha sbagliato nemmeno un colpo, vincendo non solo nel sincro, come detto, ma anche dal trampolino 1 metro (7 trionfi negli ultimi 8 anni e un argento nel 2012) e dal trampolino 3 metri. Nel vecchio continente, insomma, non ci sono rivali che tengono. Ma adesso bisogna alzare l'asticella e andare alla conquista del mondo anche nei tuffi individuali: i piazzamenti ottenuti a Kazan nel 2015 (oro da 1m, bronzo da 3m) fanno sicuramente ben sperare. Per la quinta volta nella sua carriera l'atleta delle Fiamme Gialle partecipa alla competizione a cinque cerchi e il suo rendimento è stato finora un continuo crescendo. A Sidney 2000, quando la sua carta d'identità era quella di una ragazzina di 15 anni, chiuse 18esima in semifinale. Quattro anni dopo, ad Atene, il primo piazzamento autorevole, un ottavo posto poi migliorato a Pechino, nel 2008, quando la Cagnotto chiuse in quinta posizione. Un passo avanti anche a Londra 2012, con quel quarto posto amarissimo che ancora oggi grida vendetta. La medaglia di bronzo sfumò infatti per soli 20 centesimi di punto. Una vera e propria inezia, una delusione che avrebbe potuto abbattere mentalmente anche il campione più forte. Ma non lei. Che ci riproverà, consapevole di avere alle sue spalle anche tanti appassionati che, seppur a migliaia di chilometri e davanti ad una tv, incroceranno le dita auspicando la conquista di quella medaglia d'oro che tanto meriterebbe.Tania Cagnotto dovrà vedersela con le cinesi, che, almeno stando ai pronostici, sono le favorite per la conquista del titolo. Le quote infatti ci fanno capire che dai 3 metri Tingmao Shi e He Zi non dovrebbero avere rivali. Lo sport, però, non è una scienza esatta, perché oltre all'aspetto tecnico conta parecchio anche quello emozionale. Che diventa decisivo, ancor di più, nei tuffi, dove anche un banalissimo errore commesso, questione di centimetri, può scombussolare la classifica e rendere vano l'inseguimento alla medaglia. L'atleta italiana ha dalla sua parte non solo già un argento al collo, che dà entusiasmo e adrenalina, ma anche l'esperienza e la maturità di chi, superati i trent'anni, sa benissimo come non farsi sopraffare dalla tensione e dall'ansia di sbagliare. A Rio vedremo l'ultima gara di Tania, che ha già annunciato il ritiro dopo anni e anni trascorsi in giro per il mondo, di piscina in piscina: il "congedo" sul gradino più alto del podio, avvolta nel tricolore, sarebbe l'istantanea perfetta per incastonare ancor più nella storia la regina italiana dei tuffi.