Focus 11 May 2016 18:25 CEST

La storia delle unioni civili «fallite» dal 1986 ad oggi

Sono trent’anni che si discute di disciplinare le famiglie di fatto, il ddl Cirinnà potrebbe riuscirci

Fu grazie all'"Interparlamentare donne Comuniste" e ad Arcigay che, nel 1986, si incominciò a discutere per la prima volta in ambito parlamentare di unioni civili. In particolare, furono la senatrice Ersilia Salvato e le onorevoli Romana Bianchi e Angela Bottari a presentare alle rispettive Camere di appartenenza un disegno di legge sulle unioni civili. Nel 1988 poi, su insistenti pressioni di Arcigay Alma Agata Cappiello, avvocato e parlamentare socialista, presentò la prima proposta di legge (PDL N. 2340, Disciplina della famiglia di fatto, 12 febbraio 1988), mai calendarizzata, per il riconoscimento delle convivenze tra "persone". La proposta Cappiello, che ebbe ampia risonanza sulla stampa adombrava il riconoscimento anche delle coppie omosessuali. Dagli anni Novanta divenne consistente il numero di proposte di legge per disciplinare le unioni civili presentate sia alla Camera che al Senato, così come divennero pressanti gli inviti del Parlamento Europeo. Il dibattito politico registrò da parte della Chiesa cattolica, sin dall'inizio, forti obiezioni, ed aspre critiche, all'adozione di una legislazione per le unioni civili. Nel corso della XIII legislatura (dal maggio 1996 al febbraio 2001), a maggioranza di centro sinistra, fu presentata almeno una decina di disegni di legge (da Nichi Vendola, Luigi Manconi, Gloria Buffo, Ersilia Salvato, Graziano Cioni, Antonio Soda, Luciana Sbarbati, Antonio Lisi, Anna Maria De Luca, e Mauro Paissan). Nessuno di questi disegni arrivò mai all'ordine del giorno dei lavori delle Camere, anche per il veto espresso ed esplicito delle gerarchie cattoliche, influenti su entrambe le coalizioni. Nella legislatura successiva, con l'attività politica dell'onorevole Franco Grillini e della militanza omosessuale, il dibattito sull'approvazione di una proposta per i Pacs trovò un consenso trasversale. Franco Grillini, appena insediato, presentò una proposta di legge molto simile a quella firmata nella precedente legislatura, che ricalcava il matrimonio sul modello delle leggi nel frattempo approvate nei paesi di area scandinava a partire dalla Danimarca. Il 2007 fu l'annio dei DiCo, "DIritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi", un nuovo istituto per la tutela delle coppie non coniugali, elaborato nel 2007 dal secondo governo Prodi per "archiviare" la richiesta dei Pacs. La proposta di legge nacque dalla mediazione fra Rosi Bindi (Margherita) e Barbara Pollastrini (Ds). I Dico furono affossati a favore dei Cus e poi dei Didore.