Focus 21 Apr 2016 17:59 CEST

Legittima difesa, cosa propone il ddl

Cosa dice il disegno di legge e cosa cambierebbe se venisse approvato

Il testo del disegno di legge sulla legittima difesa, promosso dalla Lega Nord, andrebbe a modificare l’articolo 55, il 59 e il 614 del Codice Penale.Art.55Nel dettaglio, si vuole modificare l'articolo 55, che disciplina l'eccesso colposo di legittima difesa. L'articolo prevede che: "quando si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall'ordine dell'autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo". La Lega Nord vorrebbe introdurre che, nel caso di di violazione di domicilio, il proprietario di un’abitazione o di un negozio possa difendere se stesso e i propri beni senza subire denunce. Inoltre, dopo la modifica della legge, un aggressore che subisce lesioni da parte del padrone di casa non potrà ottenere un risarcimento danni.Art.59L'articolo riguarda le circostanze del reato, non conosciute o erroneamente supposte. Tale articolo prevede oggi all'ultimo comma che: "se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui; tuttavia, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è previsto dalla legge come delitto colposo".Il provvedimento aggiunge un comma in base al quale, nella legittima difesa domiciliare, è sempre esclusa la colpa della persona legittimamente presente nel domicilio che usa un'arma legittimamente detenuta contro l'aggressore, se sussiste la simultanea presenza di due condizioni:- se l'errore riferito alla situazione di pericolo e ai limiti imposti è conseguenza di un grave turbamento psichico;- se detto errore è causato, volontariamente o colposamente, dalla persona contro cui è diretto il fattoArt.614Invece, con la modifica dell’articolo 614 sulla violazione di domicilio, verrebbero inasprite le pene previste per il reato. Ora la pena è "da sei mesi a 3 anni, aumentata da uno a 5 anni se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, o se il colpevole è palesemente armato". Il ddl modificherebbe le pene, che salirebbero fino a un massimo di 7 anni per i soggetti che al momento della violazione siano armati, a 5 per chi è disarmato.L'emendamento del PdModifica l'art. 59 escludendo "la colpa dell'agente se l'errore riferito alla situazione di pericolo e ai limiti imposti è conseguenza di un grave turbamento psichico ed è causato, volontariamente o colposamente, dalla persona contro cui è diretto il fatto". L'emendamento, non intervenendo sull'art.52 del codice penale (che disciplina la difesa legittima) lascia una certa discrezionalità al magistrato.